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Di Admin (del 14/03/2007 @ 22:05:03 in Relitti, linkato 1308 volte)
Il Pietro Micca 2°, era stato costruito nel cantiere Tosi di Taranto. Un
altro esemplare, il Pietro Micca 1° era stato impostato il 20 settembre
del 1915, ma non fu completato in tempo per partecipare al primo conflitto
mondiale e fu solo impiegato in crociere addestrative per essere poi
radiato il 2 giugno 1930.
Il varo del Micca avvenne il 31 marzo 1935. Il primo ottobre dello
stesso anno entrò in servizio assegnato al 4° Grupsom di Taranto, impiegato
nell’addestramento e nella sperimentazione di posa di campi minati.
Un resoconto dell’attività svolta la troviamo nel volume Sommergibili
Italiani
…Appena entrò in squadra il Micca venne assegnato al Gruppo
Sommergibili di Taranto e per un anno svolse intensa attività addestrativa
per mettere a punto il sistema di lancio delle mine.
Durante la guerra di Spagna effettuò tre missioni speciali rispettivamente
della durata di dodici, ventitre e diciotto giorni. Il 5 maggio 1938,
in occasione della rivista navale in onore di Hitler a Napoli, il Micca alzò
l’insegna di unità ammiraglia dei sommergibili italiani. Allo scoppio della
guerra il Micca venne impiegato come posamine e nel giugno e agosto
1940 effettuò due sbarramenti presso Alessandria. Il primo sbarramento di
40 mine venne effettuato il 12 giugno al comando del C.F. Meneghini, mentre
il secondo venne effettuato durante la notte del 12 agosto anch’esso con
40 mine al comando del C.F. Ginocchio.
Dopo queste missioni seguirono lunghi lavori di trasformazione e dal
febbraio 1941 fu adibito al trasporto di rifornimenti per le basi italiane oltremare
effettuando diverse missioni.
Il 19 gennaio 1942 fu attaccato da tre aerei nemici. In un’altra occasione invece durante un attacco da parte di un Bristol Blenheim la reazione
del Micca costrinse l’aereo alla fuga.
Il 7 ottobre del 1942 invece, impegnato in una missione di rifornimento,
avvistò un sommergibile. I danni giunsero anche dalle avverse
condizioni del mare, il 16 ottobre, infatti, il sommergibile registrò l’allagamento
di una batteria di accumulatori e la perdita di una vedetta in plancia
a causa del mare molto mosso.
L’ultima missione partì da Taranto il 24 luglio del 1943, quattro giorni
dopo, il 28, a est di Capo Spartivento Calabro, dal Micca fu comunicato
che la missione di trasferimento si sarebbe interrotta per alcune avarie
e che quindi avrebbe fatto ritorno a Taranto.
All’alba del giorno seguente il tragico affondamento.
Alle 06.00 del mattino del 29 luglio il Pietro Micca era nella baia di
Leuca, i militari sul ponte avevano già notato l’unità di superficie designata
a scortarlo fino a Taranto quando fu attaccato con sei siluri dal sommergibile
britannico Trooper (Lt. Clarabutt). Un primo siluro andò a
vuoto, il Pietro Micca virò precipitosamente ma questa mossa non trovò
impreparato il comandante del Trooper che lanciò un secondo siluro e
colpì a morte il Micca provocandone l’immediato affondamento. Dei 72
uomini di equipaggio 54 rimasero intrappolati tra le lamiere, 18 invece
furono salvati da un gruppo di pescatori di Leuca.
I marinai feriti in modo grave, vennero trasferiti all’ospedale militare
di Lecce; mentre gli altri presso il centro militare di accoglienza di Grottaglie.
Complessivamente le missioni di guerra del Pietro Micca furono 24,
percorrendo 19.574 miglia in superficie e 3.566 in immersione.
Le missioni di trasporto invece furono tredici: fra il marzo 1941 e il
maggio 1943, trasportò benzina e munizioni per 2.163 tonnellate con
destinazione Lero, Bengasi e Tripoli.
Il relitto si trova a 2,6 miglia da punta Ristola a 85 metri di profondità.

Tratto da "Paese nostro"
 

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