SalentodiVing.it - Associazione Sportiva Associazione Sportiva Salento Diving

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Gianluca (del 24/12/2010 @ 15:15:00, in Varie, linkato 1489 volte)

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Di Gianluca (del 11/12/2010 @ 09:56:55, in Sicurezza, linkato 1926 volte)

Gli episodi di Sharm el Sheik hanno scatenato il panico. Un esperto spiega quali sono i veri rischi, quali le verità e quali le leggende sul predatore del mare più temuto

Spettabile Redazione,
in relazione ai recenti attacchi di squalo verificatisi in Mar Rosso desidero puntualizzare un paio di cose importanti, dal momento che in questo caso, come sempre accade, i media hanno presentato interviste a una serie di persone che nulla hanno a che fare con la ricerca sugli squali e commenti non pertinenti sono stati fatti in merito. Poiché posso ritenermi il maggior esperto di squali oggi attivo in Europa desidero puntualizzare un paio di cose che ritengo di primaria importanza.
Quattro giorni fa mi è stata richiesta una consulenza dalla Chamber of Diving and Water Sports of Egypt per identificare le specie di squalo responsabili degli attacchi sulla base dei morsi inferti alle prime tre vittime. Dopo un attento esame delle ferite ho ipotizzato che due diversi esemplari, appartenenti a due diverse specie di squali, siano responsabili dei primi tre attacchi. In un caso ho ipotizzato che si sia trattato di un longimano, Carcharhinus longimanus, e in due casi di uno squalo mako dalle pinne corte, Isurus oxyrinchus. Si tratta di specie presenti nell'area, e già classificate tra le specie più pericolose per l'uomo. Nel caso dell'esemplare che avrebbe attaccato due persone è possibile ipotizzare che si tratti forse di un animale ferito e quindi incapace di alimentarsi delle sue prede solite. Infatti anche queste specie, pur dovendo necessariamente essere considerate pericolose, attaccano gli esseri umani molto di rado e solitamente non si spingono vicini alla riva. I casi di attacchi che si sono verificati in questi giorni sono fuori della norma.
Detto questo, poiché l'aspetto degli attacchi di squali ad esseri umani non è il tema primario delle mie ricerche, ho suggerito alla Chamber of Diving and Water Sports of Egypt di contattare degli esperti statunitensi che hanno dedicato la loro vita allo studio di questo particolare aspetto delle interazioni uomini-squali, e in particolare, in primo luogo Ralph Collier, e in secondo luogo Marie Levine del Global Shark Attack File ( www.sharkattackfile.net ). Costoro sono le persone più indicate per una identificazione certa delle specie responsabili degli attacchi e per fornire indicazioni su come catturare gli esemplari responsabili prima che vengano attaccate altre persone e prima che vengano massacrati tutti gli squali presenti nell'area.
Distinti saluti
 
7/12/2010
Dott. Alessandro De Maddalena - Presidente della Società Ittiologica Italiana, curatore della Banca Dati Italiana Squalo Bianco, Membro del Gruppo Mediterraneo di Ricerca sugli Squali
 
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Di Gianluca (del 14/11/2010 @ 17:34:08, in Curiosità, linkato 1214 volte)

Immersioni, il brevetto è obbligatorio?

Diciamolo subito: in Italia non esiste alcuna normativa, in vigore a livello nazionale, che imponga l’obbligo di conseguimento di un brevetto per la pratica dell’attività subacquea turistico-ricreativa, non guidata, in acque interne o marine. Nello specifico, non occorre un brevetto per immergersi con un autorespiratore ad aria, né per affittare l’attrezzatura, nè per ricaricare una bombola.

Salvo alcune ordinanze delle capitanerie di porto locali, di cui bisogna sempre tener conto, come ad esempio quella di Reggio Calabria (73/10 del 30/08/2010) o quella di Gallipoli (23/09 del 23/07/2009), che impongono rispettivamente l’obbligo di possesso del brevetto e un limite massimo alla profondità delle immersioni a scopo turistico-ricreativo, in ogni altra parte delle coste italiane, chiunque può immergersi utilizzando bombole ed erogatore.

Ci tenevo a fare chiarezza con questo post, perché quest’estate, in un diving center di Sant’Antioco, ho dovuto esibire il mio brevetto sub per poter fare la ricarica della mia bombola. In realtà la richiesta del documento è una prassi molto diffusa anche negli altri centri immersioni italiani, ma la chiamata in causa di una recente disciplina in materia di attività subacquea da parte del gestore del diving, che giustificasse la solerzia dell’accertamento, mi ha lasciato davvero sorpreso.

 

Una volta a casa, ho voluto approfondire la questione e ho provato a cercare materiale sulla Rete. Purtroppo però, i motori di ricerca indicizzano forum, siti personali e discussioni sui social network che non esauriscono l’argomento e spesso riportano informazioni confuse e inesatte. Nella maggior parte dei casi si fa riferimento a disegni di legge presentati alla Camera dei deputati e mai approdati in Senato oppure si confonde l’attività professionale con quella turistico-ricreativa.

Dal 1997, anno in cui il Senatore Antonio Battaglia ha presentato il Disegno di legge 2339, ovvero il primo tentativo di regolamentare l’attività subacquea moderna, si sono succedute diverse proposte che MAI hanno portato all’approvazione di una legge definitiva. Nel 2001, l’Onorevole Alberto Arrighi ha presentato il Disegno di legge 1219, seguito, nello stesso anno, da quello di Luigi Martini (ddl 1698); testi poi unificati in quello del 2005. Nel 2006 è la volta del ddl 1394 dell’Onorevole Luca Bellotti, nel 2007 del ddl 2638 di Fabbri. Dal 29 aprile del 2008 è possibile ricostruire tutta la storia recente delle proposte, grazie al sito della Camera dei Deputati che rimanda ai testi originali. Il primo è quello presentato dall’Onorevole Luca Bellotti (344), seguito dall’iniziativa dei deputati Lo Presti e Holzmann (2369) e da quella di diversi parlamentari (2509), quest’ultima però non tocca la questione dei brevetti, occupandosi esclusivamente della disciplina delle professioni di istruttore subacqueo e di guida subacquea e dei centri di immersione e di addestramento.

Ad oggi, l’ultima proposta che, ripeto, non è ancora stata trasformata in legge, pur avendo continuato il suo iter parlamentare, è quella che unifica i tre testi precedenti (344,2369,2509). Dopo le audizioni in Parlamento dei rappresentanti delle diverse associazioni interessate: Associazione imprese subacquee italiane (AISI), Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), Confederazione italiana delle attività subacquee (CIAS), Associazione didattiche subacquee (ADISUB), Associazione dei produttori della subacquea (ASSOSUB), Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (FIPSAS) e dopo il parere favorevole delle diverse commissioni della Camera, il ddl ha fermato la sua corsa il 21 gennaio del 2010, data dell’approvazione della commissione difesa.

Riepilogando, l’attività subacquea, in Italia, può essere esercitata liberamente nel rispetto della normativa generale (ricordatevi la boa segnasub!) ovunque non ci siano già ordinanze locali, da parte di competenti autorità amministrative, che impongano divieti o restrizioni per il territorio di loro pertinenza. Il consiglio è ovviamente quello di affidarsi ad un diving center, poiché le varie didattiche permettono di imparare a immergersi in piena autonomia e nella massima sicurezza, grazie ad una professionalità che non potrebbe essere garantita da un insegnante improvvisato o addirittura dall’autodidattica.

Tratto da: www.outdoorblog.it

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Di Gianluca (del 12/10/2010 @ 14:53:01, in Curiosità, linkato 1349 volte)
Albatros progetto Paolo PintoScuba Blind International


IL mare da “ Toccare “Dal 28 ottobre al 31 Ottobre 2010 , nella splendida cornice dell’Isola D’elba a Morcone Capoliveri diventa istruttore e/o guida per subacquei non vedenti. “Albatros Progetto Paolo Pinto” organizza un corso rivolto ad istruttori, aiuto istruttori, dive master, guide che vogliono abilitarsi alla formazione ed accompagnamento di sommozzatori non vedenti con rilascio di certificazione internazionale Albatros Progetto Paolo Pinto Scuba Blind International Cmas. Durante lo svolgimento del corso si apprenderà una metodologia specifica totalmente nuova in questo campo, finalizzata al raggiungimento di obiettivi subacquei e comunicazionali che allargheranno gli orizzonti professionali e didattici di ogni partecipante Il corso si articolerà in forma full immercion avvalendosi della collaborazione diretta di sub non vedenti . Per gli associati delle didattiche con noi convenzionati , saranno applicate le standardizzazioni previste.
Il costo del corso 600,00 comprende
- Kit didattico
- Lezioni teoriche
- Lezioni pratiche acque delimitate
- Lezioni pratiche acque libere
- immersioni con il Mandel Diving Center - situato direttamente sulla spiaggia di Morcone.
- Bombola – zavorra
- Brevetto
- Vitto ed alloggio in mezza pensione al mandel 2
La quota del corso non comprende
- Tutto quanto non espressamente indicato nella quota comprende.
Gli interessati dovranno inviare al momento dell’iscrizione via mail al seguente indirizzo: ang.costantino@libero.it Documento personale, brevetto di appartenenza,certificato medico
€ 150,00 per iscrizione.
Per informazioni potete contattare Il presidente Angela Costantino
angela@albatros-scubablindinternational.it
cell 3487371981
Il Trainer Volpi Manrico
manrico@albatros-scubablindinternational.it Cell 3488042950
DISTINTI SALUTI
IL PRESIDENTE DI ALBATROS PROGETTO PAOLO PINTO
ANGELA COSTANTINO PINTO

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Di Gianluca (del 03/10/2010 @ 16:02:46, in Video, linkato 1030 volte)

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Di Gianluca (del 22/06/2010 @ 21:55:26, in Sicurezza, linkato 1683 volte)

Ricerca italiana su ratti,ora valutazioni su subacquei volontari

Il fegato come i polmoni e' bersaglio dell'embolia gassosa, le temute bolle che possono formarsi durante le immersioni con le bombole d'aria La scoperta, che apre inediti scenari nella medicina subacquea e iperbarica, e' del Centro Extreme di Pisa. La conferma dell'embolizzazione del fegato e' stata dimostrata sul ratto e si stanno valutando le immersioni di esperti subacquei volontari per verificare sul campo, con ecografie ed esami ematochimici, l'eventuale danno epatico.

 

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Alberto Fiorito, specialista in medicina subacquea ed iperbarica e ufficiale medico della Marina Militare, ci racconta come la subacquea possa essere un valido aiuto per le persone che soffrono di ansia.



L'immersione costituisce un rituale, ovvero una serie di attività programmate e consapevoli che, nel tempo e con l'esperienza, diventano un sistema di controllo dell'ansia.
Una delle componenti che genera ansia è l'insicurezza su quello che può accadere o, più in generale, del non conosciuto. L'inesperto in subacquea infatti si riconosce facilmente da come si muove e si guarda intorno proprio nella fase di preimmersione.
La preparazione di un'immersione prevede alcune procedure che sono precise, costanti, ripetute e prevedibili, ovvero lasciano poco spazio all'improvvisazione. Questi movimenti e meccanismi, che diventano un vero e proprio rituale, vengono compiuti in gruppo o almeno in coppia e la presenza di qualcuno che ci controlla (la formazione prevede un check reciproco) ci consente di contare sull'altro e di rassicurarci.

Proviamo a vedere qualche esempio di azione ripetuta: aprire la borsa, distendere la muta, tirar fuori la maschera e "sputarci dentro" per impedire che si appanni, mettere i piombi nella cintura, attaccare gli erogatori e controllare la pressione delle bombole.
Queste azioni sono stressanti le prime volte, tanto che gli istruttori più esperti fanno caso proprio ai comportamenti degli allievi in queste fasi, mentre diventano una rassicurante routine nel tempo.

Anche l’immersione vera e propria ha una serie di benefici. Entrare nell'acqua rappresenta un cambio di dimensione, sia dal punto di vista fisico (gravità, udito, vista, attrezzature), ma anche da un punto di vista psicologico.

L'essere in acqua implica poi una respirazione controllata: il controllo della respirazione è il primo strumento terapeutico di tutte le discipline orientali.
Ogni sensazione che proviene dall'immersione costituisce fonte di felicità implicita: da quello che si vede al gusto di essere in un ambiente straordinario, dal sentire il proprio respiro al rallentamento di tutti i movimenti e del tempo. Spesso si è così felici che si pensa già a raccontare in superficie quello che si è detto/fatto sott'acqua.

Di importanza fondamentale è il contatto con il compagno d'immersione (concetto che si deve dare per scontato perché immergersi da soli è un errore). Sappiamo che il compagno conta su di noi e che noi possiamo contare su di lui. I rituali che circondano l'immersione, come il controllare a vicenda l'attrezzatura, darsi l'ok del check eseguito, guardarsi costantemente durante la fase in acqua, risalire insieme, darsi l'ok al momento dell'emersione, sono tutti elementi che rafforzano il senso di appartenenza a un gruppo sociale.

L'emersione è come un momento di rinascita, una sorta di parto ripetuto in cui il bambino subacqueo emerge alla luce portando con sé il mistero di un’altra vita.

Tratto da: www.sanihelp.it

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Di Gianluca (del 12/06/2010 @ 20:40:07, in Curiosità, linkato 2090 volte)

In Australia è stato stabilito un nuovo record: quello del maggior numero di nuotatori subacquei nudi (accompagnati solo dalla  maschera e dal boccaglio) che hanno fatto il bagno tutti insieme.

Siamo nella piccola Magnetic Island al largo del Queensland: a partecipare a questa insolita escursione sono 23 persone dei due sessi, con un’età compresa fra 19 e 60 anni. A loro si sono aggiunti altri 10 nuotatori altrettanto nudi, ma senza maschera.

 

Per un’irregolarità di registrazione però, l’evento non è stato riconosciuto dall’organizzazione del Guinness. Sotto gli occhi di circa 250 sostenitori e curiosi, i partecipanti, fra cui giovani turisti inglesi, irlandesi, spagnoli e neozelandesi, comprese otto ragazze, hanno nuotato per 20 minuti.

Si sono però tenuti alla larga da un’area in cui vivono grossi pesci della barriera corallina. “Senza la protezione della muta, non volevano finire in pasto ai pesci”, ha detto l’organizzatore Ben Schultz, gestore dell’ostello turistico dell’isola.

L’evento è accaduto ieri 7 giugno, ma faceva parte delle celebrazioni internazionali per la Giornata mondiale degli oceani che ricorre oggi 8 giugno. Lo scopo poi, era di sensibilizzare sul rischio che corre la grande barriera corallina per via dell’inquinamento e del surriscaldamento del clima.

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Di Gianluca (del 12/05/2010 @ 21:47:54, in Sicurezza, linkato 1909 volte)

Numana (Ancona) - L'immersione subacquea è un'attività sportiva, ma anche e soprattutto un'esperienza umana ricca di emozioni. Perché dunque, non tentare di includere tra i possibili subacquei anche i diabetici, che fino a poco tempo fa ne erano esclusi del tutto? E’ da questa volontà che nasce il progetto “Diabete sommerso”, curato dal Centro Sub Monte Conero e l’Afaid Marche (Associazione famiglie con adolescenti e infanti diabetici) con la collaborazione del Crdp dell’Ospedale Salesi di Ancona (Centro regionale diabetologia pediatrica), della Fondazione Dan (Divers alert network europe) e dell'equipe dell’Ospedale Niguarda di Milano, che sarà presentato pubblicamente martedì 4 maggio alle ore 18 presso la sala consiliare del Comune di Numana, con la partecipazione delle associazioni e dei professionisti coinvolti, tra i quali il dott. Valentino Cherubini, responsabile del Crdp, che ne illustreranno tutti i dettagli.
Intorno al diabete e ai limiti che questa malattia impone a chi ne è affetto, ci sono infatti alcuni pregiudizi o scarsa conoscenza delle possibilità esistenti, come nel caso delle immersioni subacquee. Con la collaborazione della Fondazione Dan e dell'equipe del Niguarda, che segue con successo il progetto pilota dal 2005, l'obiettivo è realizzare al Centro Sub Monte Conero un corso “Open water diver” (brevetto di primo livello) per persone con diabete, con il supporto di personale specializzato (istruttori subacquei, diabetologi ed infermieri): il corso sarà basato sulla classica didattica Padi (Professional association of diving instructors), integrata con elementi teorico-pratici centrati sulla condizione diabetica e le particolari attenzioni che un subacqueo deve avere nella gestione dell'immersione in relazione alla propria malattia. I corsi si terranno a Numana, nella splendida cornice del Monte Conero, presso il Centro Sub Monte Conero (www.centrosubmonteconero.com), tra le ultime settimane di giugno e le prime di luglio (le date precise sono in via di definizione).
Per maggiori info: 335 6625339.

Tratto da :www.anconainforma.it

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Di Gianluca (del 10/02/2010 @ 21:28:03, in Curiosità, linkato 2776 volte)

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